Com’è fatto un tronco

Com’è fatto un tronco

Partendo dalla pane più esterna verso l’interno, si possono distinguere varie zone a sezione circolare:

  1. la corteccia: è lo strato più esterno, comprendente la zona parenchimatica corticale, il quale a sua volta è costituito dagli strati dei tessuti epidermici e dal sughero (scorza del tronco), cui comunemente, ma impropriamente. Viene dato il nome di corteccia;
  2. il libro: costituito dalla zona di tessuti conduttori (o sistema vascolare delle pian» te superiori), è formato dai vasi cribrosi, nei quali la linfa scorre dalle foglie alle varie parti della pianta, dalle cellule di parenchima e dalle cellule con funzione di sostegno. l suo spessore e la sua colorazione evidentemente sono moli variabili da pianta a pianta, seconda della struttura:
  3. il cambio: è un tessuto a carattere embrionale e non differenziato, cioè in fase di formazione e in fase di possibile trasformazione cellulare), le cui cellule danno luogo alla continua formazione del libro da un lato e del legno dall’altro;
  4. il legno: è la parte mediana del tronco, che si distingue a sua volta in due parti: cuore o durame o legno vecchio, ovvero la parte che si trova nella zona più interna; alburno o legno giovane, ovvero la parte che aderisce al cambio;
  5. il midollo: è la parte centrale del tronco, composta da tessuto poco consistente, formato da cellule incolori con parete sottile;
  6. i raggi midollari: sono quasi delle vene che partono dal midollo per arrivare anche sino alla corteccia e che trasmettono trasversalmente la linfa;
  7. gli anelli, che caratterizzano come veri anelli la sezione trasversale del tronco; sono prodotti dal cambio durante l’accrescimento dell’albero e ciascuno di essi rappresenta approssimativamente una zona di accrescimento annuale;
  8. i nodi, che sono di varia natura e di diversa specie. In linea di massima si possono distinguere: nodi o nodi incarnati, provocati da giovani rami rimasti incorporati nel tessuto legnoso del tronco padre, che formano in genere un blocco unico con il tessuto legnoso e non sono asportabili; nodi mobili, prodotti da rami morti per cause diverse e ricoperti dal tessuto legnoso: sono indipendenti dal tessuto legnoso circostante e parzialmente o totalmente asportabili.

Il legno resiste abbastanza bene alla trazione e alla compressione se sollecitato nel senso delle fibre. Discreta è anche la resistenza a flessione, soprattutto se tende a curvare le libre.

Pessima è invece la resistenza al taglio e alla trazione se questi avvengono in senso ortogonale alle fibre. I legnami inoltre presentano una buona elasticità, specialmente se vengono sollecitati insieme alle fibre. Molto elastici sono il frassino e il faggio; il meno elastico e il pioppo.

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