Lavorare il legno in casa: Falegnameria fai da te

Facilmente lavorabile, il legno si presta a numerose applicazioni da parte dell’uomo. Nonostante il progresso dell’industria e la scoperta e lo sfruttamento di nuove Fonti di energia e di nuovi materiali, il legno conserva ancora oggi una primaria importanza in diversi campi, specialmente in edilizia, nell’arredamento, nella costruzione di strumenti musicali.

Con le nuove e moderne tecniche si possono utilizzare perfino gli scarti della lavorazione del legno (trucioli, segature, eco), per produrre legnami.

E’ importante conoscere anche come è fatto un tronco. Oppure puoi scoprire anche tutte le qualità dei legnami di scelta e tipologia diverse.

Puoi anche trovare informazioni sulle essenze legnose europee.

E’ importante anche avere in mente quali sono le tipologie di colla per falegname e come si applica la colla sulle superfici.

Le principali lavorazioni a mano

Le operazioni per lavorare il legno variano naturalmente secondo il tipo di lavoro da eseguire e il grado di finitura desiderato. Non si sono prese in considerazione quelle lavorazioni meccaniche tipiche di una produzione industriale.

La foratura

Si esegue con il succhiello, con punte o saette per menarola oppure con punte da trapano. Le punte o saette per menarola (o girabecchino) sono tipiche della lavorazione manuale del legno; le punte da trapano possono essere per legno. usate nel trapano da traforo, oppure punte per trapano a mano o elettrico (del tipo comune) dolce.

Le colle usate sono quelle di tipo ureico o in generale di tipo sintetico. Anche il piallaccio deve essere preventivamente preparato dopo la levigatura: occorre infatti immergerlo in acqua tiepida per 2-3 ore, se il piallaccio è dolce; se è duro o di un certo spessore per 12-24 ore.

Le radiche invece richiedono un’immersione di almeno 2-3 giorni. L’applicazione del piallaccio o del linoleum o del laminato plastico, dopo la stesura dello strato di colla (più abbondante sulla superficie del legno, meno su quella del piallaccio), viene eseguita con il martello da impiallacciatore (o con il mazzuolo di legno a spigoli smussati).

L’operazione di impiallacciatura è abbastanza delicata e presuppone una certa dimestichezza da parte dell’operatore.

La piallatura

L’operazione ha lo scopo di sgrossare e lisciare superfici piane o sagomate. Si adopera il pialletto per la sgrossatura e la pialla per la finitura. Quando si tratta di facce di contorno o sponde di pezzi si usa un particolare tipo di pialletto detto sponderuola. Nel caso di scanalature di forma particolare possono essere adoperati gli incorsatoi che sono attrezzi simili alla pialla, ma muniti di lame a profilo speciale, sagomato a seconda del tipo di scanalatura che si vuole realizzare.

La scalpellatura

Si creano solchi, scanalature, incisioni o anche riduzioni del pezzo. L’asportazione del truciolo avviene con lo scalpello da falegname ad angoli vivi o smussati, con la sgorbia o con il bedano, tutti adoperati con colpi dati con il palmo della mano o con il mazzuolo.

La stuccatura

Ha lo scopo di chiudere e sigillare fessure o piccoli buchi o mascherare imperfezioni. Di solito si distingue tra stuccatura vera e propria e otturazione di fori capillari.

Il taglio

È la classica operazione da eseguirsi con uno dei tanti tipi di sega.

La tinteggiatura

È un termine improprio, usato talvolta nel «gergo»: solitamente si precisa dicendo tinteggiatura a rolla di colore nero, mogano, ecc. Ha lo scopo di dare a legni comuni l’aspetto di legni più pregiati.
La tracciatura. Con questa operazione si tracciano sul legno le linee (o solo i punti) disegnando la forma del pezzo da ricavare o le tracce di guida delle varie operazioni destinate ad asportare il materiale eccedente. Gli strumenti adoperati sono: la matita da falegname, il metro, la squadra da falegname, il compasso per tracciare, il graffietto semplice o doppio, la punta da tracciatore.

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